La sacra cittadella di Tuscania
Le basiliche di Santa Maria Maggiore e di San Pietro
Dall’alto del colle San Pietro, come fari, risplendono due tra le chiese più belle d’Italia: la basilica di Santa Maria Maggiore e la basilica di san Pietro.
(Immagine 1) La storia di Santa Maria Maggiore
La Chiesa di Santa Maria Maggiore sorge alle pendici del colle di San Pietro
(Immagine 2) che ospita, sulla sua cima, anche l’omonima basilica. Nominata per la prima volta nell’852 in una bolla di papa Leone IV al vescovo di Tuscania, Urbano, fu però consacrata molto più tardi, il 6 ottobre 1206. Secondo gli storici dell’arte non sono concordi nella datazione della chiesa: c’è chi propende per la fine del XII secolo, chi la colloca fra la fine dell’XI e il principio del XII secolo e inoltre ridimensionandone l’importanza architettonica datale anni or sono. Quale che sia la verità, la lettura di Santa Maria Maggiore
(Immagine 3)è resa ancora più difficile dai tanti avvenimenti storici che ne hanno segnato la lunga vicenda. Si prendano ad esempio le decorazioni della facciata che mostrano una varietà di derivazioni e una molteplicità di interventi, forse causati dei numerosi terremoti che hanno colpito questa zona, rivelandola disordinata ed asimmetrica, probabile assemblaggio di pezzi rimontati e riadattati al bisogno.
La torre campanaria
Staccata dalla chiesa si trova la poderosa, seppur mozza, torre campanaria
(Immagine 4) di cui restano l’alto basamento e due ordini di finestre separati da lesene e file di archetti ciechi. La sua costruzione dovrebbe risalire al XII secolo anche se alcune sue caratteristiche farebbero piuttosto pensare ad una sua precedente fondazione.
La facciata della chiesa
Sulla facciata
(Immagine 5) si aprono tre portali finemente decorati. Quello centrale
(Immagine 6), in marmo bianco, è molto strombato e fiancheggiato da due colonne scanalate a tortiglione. Presenta due leoni sovrastati da una lunetta con quattro archi sorretti da doppie colonne e con differenti capitelli. Negli stipiti sono scolpite le figure degli apostoli
Pietro e Paolo.
(Immagine 7/8) Nella lunetta sono poste le figure della
Madonna con Bambino benedicente e da sinistra,
Balaam sull’asina, il
Sacrificio di Isacco e l’
Agnus Dei. (Immagine 9) Il portale di destra è decorato con fogliami di ispirazione classica, mentre l’arco di quello sinistro presenta un ornamento di stile normanno-siculo. Nella parte superiore si sviluppa, tra un leone e un grifo, la loggia con le sue nove colonne e dieci archetti. Infine, il ricco rosone con due ordini di dodici colonne ai cui angoli si trovano quattro sculture che richiamano gli Evangelisti.
(Immagine 10)
L’interno
L’interno, a pianta basilicale con tetto a capriate, è a tre navate divise da sei campate
(Immagine 11). Vi si trovano colonne e pilastri affrescati, capitelli romanici scolpiti per arconi a tutto sesto ornati nel sott’arco da fiori stilizzati a quattro petali, sopra una cornice in pietra su mensole con motivi architettonici e zoomorfi. Lungo le pareti delle navate laterali troviamo arcate cieche che chiudono arcatelle cieche su semipilastri. Il presbiterio è fiancheggiato da due arcate trasversali; il paliotto dell’altare, sormontato da un ciborio
(Immagine 12) in forme gotiche primitive con vele interne affrescate e rozza sedia vescovile, è costituito da un pluteo dell’VIII-IX secolo. Nella navata destra è collocato un fonte battesimale ad immersione di forma ottagonale risalente al XIII secolo. Nella navata centrale si ammira un prezioso pergamo del Duecento con frammenti alto medievali.
(Immagine 13) Al termine della navata sinistra è notevole un altare con “fenestrella” elemento tipico delle “confessio” ossia i luoghi di sepoltura divenuti centri di devozione. Effettivamente nella chiesa erano conservati innumerevoli reliquie e vi erano sepolti molti santi martiri
L’abside è percorsa da un affresco duecentesco di scuola romana
(Immagine 14) con influssi bizantini raffigurante i Dodici Apostoli; nel presbiterio, sull’arco dell’abside, è dipinto un grande affresco del ’300 sul quale è rappresentato, oltre al committente Secondiano, il Giudizio Universale. Piuttosto ben conservato, è attribuito a Gregorio e Donato D’Arezzo.
La chiesa di San Pietro
La Chiesa di San Pietro sorge sull’omonimo colle
(Immagine 15) già probabile sede dell’acropoli etrusca. Il fronte della chiesa si affaccia su uno spiazzo erboso tra il Palazzo dei Canonici e le possenti torri di difesa (ne sono rimaste tre, memoria dell’importanza strategica dell’area) mentre l’altissima abside si staglia verso il vicino centro abitato.
La storia
La collocazione storica, e quindi la valenza artistica, di questa basilica medievale è , come per la chiesa precedente, al centro di un dibattito tra gli storici dell’arte. Infatti secondo alcuni la costruzione sarebbe opera di maestri com’acini e risalirebbe all’VIII secolo, quando Tuscania fu donata da Carlo Magno a papa Adriano I. Se questa ipotesi fosse vera, San Pietro sarebbe un caposaldo nella storia dell’architettura italiana in quanto segnerebbe il punto di trapasso dalle forme paleocristiane a quelle romaniche. Studi più recenti, invece, collocano la costruzione all’XI secolo, privandola così di ogni carica innovativa.
(Immagine 16)
L’esterno e l’abside
Quale che sia la verità storica sulla primitiva costruzione della basilica, la mancanza di fonti documentali non permette di accertarla, sappiamo che fra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo furono ricostruite le due campate ed eretta l’attuale facciata. Poi, furono numerosi manomissioni e restauri: si ricordano gli interventi del 1443, 1450, 1500 e 1734.
(Immagine 17) In epoca recente, dopo i ripetuti restauri operati nel XIX secolo, ricordiamo gli interventi successivi al terremoto che ha colpito la provincia di Viterbo nel 1971 che aveva, fra l’altro, distrutto l’importante rosone e colpito duramente l’adiacente Palazzo dei Canonici. La chiesa ebbe il ruolo di Cattedrale della Diocesi di Tuscania fino al 1573.
(Immagine 18)
La facciata
La facciata, avanzata nel corpo centrale, presenta quali elementi principali il portale maggiore, il rosone circondato da una moltitudine di elementi decorativi e gli ingressi laterali.
(Immagine 19) Il portale maggiore, incassato nel muro è opera di un marmoraro romano di scuola cosmatesca. È caratterizzato da tre rincassi con colonne lisce, capitelli e rispettivi archivolti, di cui il maggiore con mosaici laterali e bugne decorate da segni zodiacali e figurazioni dei lavori stagionali.
(Immagine 20) La lunetta è decorata da un mosaico a motivi stellari. La porta è incastonata in una cornice in marmo con decorazioni a mosaico. Le colonnine sorreggono capitelli di varie forme, alcuni con figure simboliche, come quella a mani alzate in un annuncio salvifico. Sopra il portale si trova una loggetta cieca formata da dieci colonnine con capitelli ionici e undici arcatelle in marmo. Ai lati della loggetta due grifoni alati che tengono fra gli artigli una preda. Sopra la loggetta il rosone cosmatesco, formato da tre cerchi concentrici che rimandano alla Santa Trinità
(Immagine 21); agli angoli del rosone sono posizionati quattro sculture che richiamano gli Evangelisti mentre ai lati troviamo due draghi che inseguono una preda
(Immagine 22/23). Ai lati di questi draghi sono due bifore: quella di destra è circondata da figure fantastiche e demoniache, quella di sinistra dall’
Agnus Dei e da rappresentazioni di angeli e Padri della Chiesa. Alla base della bifora di sinistra un bassorilievo, possibile riutilizzo di una scultura etrusca o più probabilmente romana, che rappresenta un uomo che corre, o forse danza.
L’interno
L’interno della chiesa è diviso in tre navate
(Immagine 24): quella centrale, in cui spicca un pavimento cosmatesco a decorazioni geometriche che indica gli spazi della prima costruzione, risulta separata dalle altre attraverso un basso muro in cui sono ricavati dei sedili in pietra. Nella navata di destra un ciborio risalente al XIII secolo e l’ingresso principale alla cripta. Nella navata di sinistra l’ingresso secondario alla cripta sovrastato da un nicchione affrescato e diversi sarcofagi etruschi. Il presbiterio rialzato ospita un ciborio (risalente all’XI secolo, vi è una iscrizione del 1093), seggio vescovile (San Pietro fu Cattedrale di Tuscania sino al XV secolo), ambone di epoca romanica costruito utilizzando elementi alto medievali. Il tetto è a capriate lignee. Purtroppo la maggior parte della decorazione pittorica è andata perduta. Fra l’altro, un affresco di scuola romana, pur con influenze bizantine, rappresentante Cristo Pantocrator circondato da angeli risalente agli anni a cavallo fra XI e XII secolo che dominava la parte absidale è andato distrutto nel terremoto del 1971. Rimangono solo alcuni dei soggetti che lo inquadravano: un Cristo benedicente e anche angeli, apostoli e simboli divini.
(Immagine 25) Nell’absidiola di destra un Cristo benedicente fra due vescovi mentre in quella di sinistra il Battesimo del Cristo. Nella parte sommitale del presbiterio rimane, solo in minima parte, un ciclo di affreschi che fanno riferimento alla vita di San Pietro la cui datazione potrebbe variare fra la fine dell’XI secolo e la metà del XII. La cripta a sala è ritmata da ventotto colonne (quasi tutte di reimpiego: di provenienza da edifici romani o alto medievali) che sostengono la copertura ripartita in piccole volte a crociera
(Immagine 26) . Anche parte delle murature sono romane (in
opus reticolatum). La sua datazione dovrebbe risalire al XII secolo. Sono giunti sino a noi una Madonna in Trono fra Angeli, dipinto dell’absidiola d’altare, e un affresco risalente al XIV secolo che rappresenta i Santi Protettori di Tuscania - Veriano, Secondino e Marcelliano - attribuito a Gregorio d’Arezzo.